The State of the Union: Von der Leyen rilancia l’UE

di Francesca Mercanti – “Se rifletto sull’anno passato e sullo Stato dell’Unione vedo una forte anima in tutto quello che facciamo (……)”Nella principale crisi sanitaria mondiale ci siamo uniti per garantire a tutti gli angoli d’Europa di avere dei vaccini salvavita e abbiamo proceduto con Next generation Eu e con il Green deal. Abbiamo agito come Europa unita e di questo possiamo essere fieri”

Ursula Von der Leyen, Presidente della Commissione Europea. 
 
 
Tantissimi gli argomenti toccati da Ursula Von der Leyen durante il suo discorso allo State of Union che si è tenuto oggi. Un appuntamento importantissimo sotto molti punti di vista, utile per testare la vivacità politica dell’Unione soprattutto in un momento delicato come quello che gli europei stanno vivendo tra Brexit, pandemia e la conseguente crisi economica dalla quale sembra si stia uscendo. La crescita europea, annuncia la Presidente Von der Leyen, è maggiore di quella in USA e Cina, ed ovviamente il Next generation EU ci permette di avere uno sguardo ottimista sul futuro europeo e nella ripresa sia a breve che a lungo termine.


A mio parere la grande, e attesa, novità è che stavolta si discute di nuovo e forse seriamente, di una difesa comune europea così come di un’unica intelligence per far fronte alle minacce esterne di terrorismo.
La Presidente della Commissione ha infatti parlato chiaramente di attacchi ibridi indicando la strategia della Bielorussia “di usare le persone al confine con l’Ue”. Von der Leyen ha invitato ad accelerare il processo per la gestione delle migrazioni per evitare “che altri Paesi possano usare le persone per destabilizzarci”. Dovrà essere il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo ad offrire gli strumenti necessari per gestire la migrazione, e questo nonostante i lenti e pochi progressi fatti in questo senso da quando un anno fa venne presentato dalla Commissione. L’appello all’Aula e agli Stati membri ad accelerare questo percorso è un richiamo forte alla responsabilità dei singoli governi e credo non sia sufficiente a superare gli ostacoli come il voto all’unanimità e la attuala mancanza di una visione comune.


Le relazioni esterne dell’UE non si limitano solo al tema della difesa e dell’immigrazione e infatti tra i temi del giorno c’è la questione spinosissima della dipendenza europea dalla produzione asiatica dei semiconduttori. Una crisi che sta mettendo a rischio la prodizione industriale globale.
“Presenteremo un nuovo European Chips Act sui semiconduttori per mettere fine alla “dipendenza dalla capacità di produzione dell’Asia” che pone “un problema di sovranità tecnologica” ha annunciato la Presidente della Commissione Europea. Ma anche nuove regole per combattere la piaga del lavoro forzato con l’idea di bandire i prodotti derivanti da compagnie e paesi che utilizzano questa pratica lesiva dei diritti umani.


L’Unione Europea sembra finalmente trovare il coraggio di proporsi come attore in un contesto globale affrontando questioni strettamente intrecciate tra loro che, fino adesso, sono state erroneamente gestite dai singoli stati o in modo slegato e spesso in contrasto tra loro. Relazionarsi all’esterno come soggetto politico e non soltanto economico è un passo in avanti enorme e di certo fondamentale per il futuro dell’Europa.

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