Taverna sullo ius soli dice no. Il gioco delle parti sui diritti tra PD e M5S

di Carmelo Palma –

Per corrispondere lo sdilinquimento di Letta per l’elezione di Conte a capo politico, Paola Taverna ha sotterrato in una intervista a Repubblica lo ius soli, appena riproposto dal PD come obiettivo di legislatura. Confermando due cose chiare: che sui veri diritti il M5S è sempre contro; e che al PD di Letta, come in precedenza a quello di Zingaretti, va benissimo così.

I diritti per il PD sono un pennacchio, non un obiettivo. Non un impegno, ma una maschera di scena. Negli ultimi dieci anni il PD è sempre stato al governo, con la parentesi di un anno (Governo Conte I). Eppure in questo periodo tutte le conquiste di diritto – dalla fecondazione assistita al fine vita – sono giunte da sentenze della Corte Costituzionale, con una sola eccezione, la legge sulle unioni civili, dove Renzi pose da capo del Governo la fiducia su una legge che altrimenti non sarebbe mai stata approvata. C’è stato dunque un solo caso in cui il PD ha messo davvero in gioco qualcosa per una battaglia di diritto e non a caso è successo quando il segretario del PD era uno estraneo alla Ditta.

Nel gioco delle parti della nuova super-Ditta demo-populista, che a Siena benedirà la candidatura “unitaria” di Enrico Letta, con il sostegno del M5S, il diverso atteggiamento sulle questioni di diritto tra PD e contiani serve solo a coltivare i rispettivi orticelli elettorali. Sono “affari”, non politica.

Lascia un commento





alexandre-lallemand-Pcs3mOL14Sk-unsplash

The State of the Union: Von der Leyen rilancia l’UE

esercito europeo

La lezione afghana. Senza una “Europa della sicurezza”, a rischio la sicurezza dell’Europa

admin-ajax.php

Taverna sullo ius soli dice no. Il gioco delle parti sui diritti tra PD e M5S