Dopo quota 100, non un euro in più per le pensioni anticipate

Firma ora la nostra petizione per chiedere a Parlamento, al Governo e alle forze politiche perché decidano in modo saggio e giusto, guardando agli interessi delle nuove generazioni.

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La spesa previdenziale ha raggiunto il 17% del PIL, il dato più alto d’Europa, insieme a quello della Grecia. Dopo la fine della cosiddetta quota 100, prevista per dicembre, si moltiplicano da ogni parte le richieste di non tornare alla Riforma Fornero e di prevedere nuove forme di anticipo pensionistico, in un Paese in cui l’età di pensionamento reale è stabilmente inferiore a quella delle altre democrazie avanzate e la spesa per pensioni sensibilmente più alta.

Tutte le soluzioni ipotizzate finora dalle forze politiche e sindacali per sostituire quota 100 – in modo esplicitamente contrario agli orientamenti programmatici del Governo – comportano decine di miliardi di maggiore spesa per i prossimi anni, in cui anche senza nuovi anticipi pensionistici i conti della previdenza sono comunque destinati a salire. L’esperienza italiana ha peraltro dimostrato che l’occupazione dei giovani non cresce a discapito di quella delle persone più anziane, ma al contrario migliora solo in un sistema economico dinamico, in cui l’offerta di lavoro rimane strutturalmente alta in tutte le classi di età.

Qualunque surrogato di quota 100 che comportasse aumenti di spesa aggraverebbe l’iniquità generazionale del sistema previdenziale e la natura discriminatoria del sistema di welfare e di promozione dei diritti economici e sociali. Essere, come purtroppo l’Italia è nel panorama europeo, il Paese che spende di più per le pensioni e meno per l’istruzione universitaria è una garanzia di declino e di ingiustizia.

Per queste ragioni riteniamo che un’eventuale, ennesima modifica del sistema previdenziale non debba in ogni caso comportare un solo euro in più di spesa per pensioni in Italia e facciamo appello al Governo e al Parlamento perché decidano in modo saggio e giusto, guardando agli interessi delle nuove generazioni.

In caso contrario, si tratterebbe dell’ennesima scelta contro i giovani, contro la crescita e l’occupazione e contro il futuro dell’Italia.

Firma ora la petizione

chiediamo a Parlamento, al Governo e alle forze politiche perché decidano in modo saggio e giusto, guardando agli interessi delle nuove generazioni.