16 dicembre. Uno sciopero del passato contro l’Italia del futuro

di Carmelo Palma –

Insieme per la giustizia è lo slogan scelto da CGIL e UIL per lo sciopero del 16 dicembre. A scorrere la piattaforma di richieste e rivendicazioni dei due sindacati confederali, la si potrebbe scambiare agevolmente per un documento di dieci, venti o anche trent’anni fa. Sono rimasti all’idea che la lotta alla povertà si possa realizzare per via fiscale, la promozione dell’economia mediante la spesa pubblica, l’equità sociale attraverso la spesa previdenziale e la tutela e la stabilità del lavoro attraverso la legge, dichiarando, se necessario, la “fuoriuscita” dai meccanismi dell’economia globale.

La differenza tra l’Italia e gli altri grandi paesi europei, ad esempio la Germania, con la quale il confronto è impietoso, è nel fatto che questi hanno negli ultimi decenni accettato la sfida imposta della modernità e aggiornato gli strumenti e le strategie di intervento, con risultati diversi. Non solo in questi paesi è cresciuta l’economia e l’occupazione, a differenza che in Italia, ma anche i redditi sono cresciuti più che in Italia e le disuguaglianze sociali, territoriali e generazionali, dove non si sono ridotte, non si sono ampliate quanto in Italia.

CGIL e UIL non chiedono che si cambi registro, ma chiedono semplicemente “di più” di quello che hanno sempre chiesto e ottenuto, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi. Dunque quello di domani sarà l’ennesimo sciopero del passato contro l’Italia del futuro.

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